La prevenzione terziaria dell’invecchiamento

Il trattamento di prevenzione terziaria consiste nell'utilizzo della medicina estetica, ovvero quelle procedure che consentono di preservare la struttura e l'elasticità della pelle. Le strategie possono comprendere:

  • la tossina botulinica
  • la chemoesfoliazione
  • il filler.

L’iniezione di tossina botulinica è il trattamento ideale per i pazienti e le pazienti che presentano segni di stanchezza del volto, dovuti all’abbassamento del sopracciglio e alle rughe frontali e perioculari, che conferiscono un’espressione corrucciata. Il “botox” svolge un’azione mirata e limitata, bloccando temporaneamente la contrattilità dei muscoli responsabili dei movimenti mimici, e non interferisce con altri eventuali trattamenti di ringiovanimento del volto, come ad esempio peeling e filler.

La chemoesfoliazione, o peeling chimico, rappresenta una procedura medica utilizzata per migliorare specifiche condizioni cutanee attraverso la rimozione dello strato corneo, quello più superficiale. L’obiettivo è quello di alterare fisiologicamente l’aspetto della cute attraverso la rigenerazione di nuova epidermide. Nonostante si tratti di una metodica conosciuta e praticata fin dall’antichità, rappresenta tutt’oggi una pratica di notevole interesse e di grande importanza in medicina estetica.

I filler sono sostanze per l'uso medico-estetico che vengono iniettate nel derma o nel compartimento sottocutaneo per combattere la perdita di tessuto molle, per aumentarlo, per integrare il sostegno osseo e cartilagineo del viso e per riempire le rughe statiche. Sono derivati da vari composti e possono essere classificati come temporanei, semipermanenti e permanenti.

I filler ad uso temporaneo comprendono collagene bovino, collagene autologo, acido ialuronico (HA), calcioidrossiapatite (CaHA), acido polilattico (PLLA) ed policaprolactone (PCL).

Il collagene bovino è stato tra i più utilizzati a partire dal 1981 per il trattamento delle rughe del viso, ma, causa di vari problemi di ipersensibilità derivanti dal suo utilizzo, è stato ora parzialmente superato dalle altre tipologie di filler temporanei e in particolare da quelli a base di HA.

L'HA non presenta problemi di ipersensibilità, corregge il segno mimico delle rughe e conferisce sostegno dermico attraverso la ritenzione idrica. L'HA non ha una particolare tessuto-specificità e si ipotizza che agisca stimolando la proliferazione e l’attività dei fibroblasti. Viene utilizzato nella sua forma naturale per l’idratazione e bioristrutturazione della pelle, mentre in quella cross-linkata, ovvero chimicamente modificata per prolungarne la durata, per aumentare il volume di guance e labbra, per correggere le rughe naso-labiali e peri-oculari e per le pieghe del collo. Gli effetti collaterali del trattamento con filler HA possono includere dolore, ecchimosi, ed edema nel sito di iniezione. Sono stati documentati anche rari casi di reazioni di ipersensibilità, probabilmente causate da contaminazioni batteriche.

Tutti i filler temporanei sono comunque sostanze che vengono totalmente riassorbite a causa dei naturali meccanismi di digestione enzimatica presenti nella pelle oppure a causa della disgregazione del prodotto causata dallo stress meccanico (es. la mimica facciale).

Per saperne di più, clicca qui