Nascere nell'era dell'antibiotico-resistenza

Più di 30.000 donne e 400.000 neonati muoiono ogni anno per infezioni in seguito al parto. La maggior parte di queste morti si verifica nei Paesi in via di sviluppo, a causa della scarsa disponibilità di cure, ma anche della sempre maggiore resistenza dei batteri agli antibiotici, determinata da un abuso di questi farmaci nei Paesi ad alto reddito.

L’allarme arriva da un editoriale pubblicato sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cui autori - Anthony Costello, Direttore del dipartimento salute materna, infantile e adolescenziale dell’OMS e Stefan S. Peterson, Responsabile Salute Unicef – avvertono che circa il 40% delle infezioni nei neonati resiste ai trattamenti, e per evitare un peggioramento della situazione è necessaria una strategia globale che riequilibri le profonde differenze di opportunità di accesso ai farmaci presenti a livello planetario.

In altre parole, gli antibiotici sono una terapia da prescrivere solo in casi di reale necessità, pena una loro progressiva perdita di efficacia, ma da un altro lato, chi ne ha bisogno come terapia salvavita deve poterne disporre.

Il problema dell’antibiotico-resistenza è stato uno dei temi caldi di discussione anche al recente vertice del G20 in Cina, partendo dalla raccomandazione dell’OMS di incoraggiare prima di tutto i metodi per ridurre le infezioni, ottimizzando allo stesso tempo l’uso degli antibiotici disponibili e favorendo lo sviluppo di nuovi.