In Italia una persona su 100 soffre di malattia celiaca, ovvero di intolleranza al glutine, con 10.000 nuove diagnosi ogni anno; sommando a questi numeri tutte le persone che hanno sviluppato una sensibilità al glutine senza essere celiache (problema circa 6/7 volte più frequente della celiachia), si arriva a percentuali importanti della popolazione.

Se per identificare la malattia celiaca esistono markers tipici, a tutt’oggi non è così per la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (SGNC), che spesso viene diagnosticata soltanto per esclusione. Nella Comunità Scientifica è perciò emersa la necessità di delineare procedure standardizzate per confermare i casi di sospetta SGNC.

Da questa esigenza sono nate le nuove linee guida per la diagnosi della sindrome, elaborate da 30 esperti di livello mondiale e pubblicate sulla rivista scientifica Nutrients, con il titolo “Diagnosis of Non-Celiac Gluten Sensitivity (NCGS): The Salerno Experts’ Criteria”.

La mancata diagnosi si può ripercuotere sull’aderenza al trattamento di altre patologie, a causa dei problemi di malassorbimento intestinale dei farmaci, tra cui una di sicura rilevanza per una popolazione molto ampia è l’ipotiroidismo.

Il nuovo protocollo diagnostico prevede due fasi fondate sulla “Evidence Based Medicine”, ovvero:

  • il riconoscimento certo di un paziente “responsivo” alla dieta senza glutine;
  • il “Gluten Challenge”, ovvero la valutazione degli effetti della reintroduzione del glutine nella dieta.

Infine, per definitiva conferma, il nuovo protocollo diagnostico prevede un metodo rigorosissimo: il doppio cieco controllato con placebo e disegno crossover, in cui nessuno, né medici né pazienti, sanno se vengono somministrate capsule di glutine oppure di semplice placebo.


Il tema della sessualità è oggi molto discusso, ma spesso affrontato con superficialità, senza la consapevolezza che si tratta di un aspetto fondamentale per la personalità e la salute di ognuno di noi.

Partendo da queste considerazioni, la Fondazione IBSA, insieme all’Ospedale San Raffaele di Milano, ha organizzato a maggio una giornata dedicata alla salute sessuale e all’ecologia della sessualità, rivolta non solo agli Specialisti, ma anche a chiunque fosse interessato ad approfondire le molte sfaccettature della salute sessuale.

Particolarmente significativo a questo riguardo proprio il concetto di Ecologia della Sessualità, attorno al quale si sono articolati gli interventi degli Specialisti intervenuti, tutti massimi esperti a livello internazionale delle rispettive aree di studio.

Andrologi, Ginecologi e Urologi, ma anche Psicologi, Sociologi e Neurobiologi, hanno dato così vita a un dibattito interdisciplinare a 360°, che ha permesso di chiarire come la sessualità riguardi certamente la salute fisica, ma coinvolga con una relazione inscindibile anche molti altri aspetti della nostra esistenza - psicologici, sociali e religiosi - che insieme contribuiscono alla sua caratterizzazione, in tutte le fasi della vita.

I risvolti positivi di una sessualità equilibrata sulla salute generale sembrano ormai dimostrati, e in questo senso sono risultati di grande interesse per IBSA alcuni studi epidemiologici che indicano nell’armonia all’interno della coppia un elemento di prevenzione del rischio cardiovascolare.

Dalle ricerche del Prof. Mario Maggi (Unità di Andrologia, Dipartimento di Fisiopatologia dell’Università di Firenze) è emerso infatti che il calo del desiderio è un importante segnale d’allarme dell’eventualità di incorrere in patologie cardiache.
L’attenzione di IBSA sulla questione è massima, in quanto strettamente correlata al messaggio chiave che l’Azienda si impegna da tempo a diffondere tra pazienti e classe medica. Ovvero, che la prevenzione cardiovascolare parte, oltre che da un’alimentazione corretta, da uno stile di vita adeguato, fattore fondamentale per ridurre la probabilità di infarto.


Il Congresso Nazionale di Federdolore-Sicd, Società Italiana Clinici del Dolore, tenutosi a Roma a fine giugno, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’effettiva applicazione della legge 38/2010, relativa all'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, a cinque anni dalla sua entrata in vigore.

Il Presidente Francesco Amato ha evidenziato che il quadro in merito appare oggi piuttosto sconfortante: il dolore non trattato o gestito in modo scorretto, con accessi al pronto soccorso e ricoveri inappropriati - ma anche con effettuazione di esami non necessari e utilizzo di farmaci non efficienti - rappresenta un peso sulla spesa sanitaria complessiva in una percentuale stimabile dal 18% al 23%. In totale in Italia ci sarebbero 13 milioni di persone che soffrono di dolore cronico a causa di diverse patologie, non curato o curato male.

Al dolore invece non bisogna e non è giusto abituarsi e in questo senso, in particolare per il trattamento del dolore acuto, si conferma l’impegno di IBSA nello sviluppo di tecnologie innovative sempre più sicure ed efficaci, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita di ogni singolo paziente, offrendo la soluzione terapeutica più adatta a ciascuno.

Solo grazie alla diffusione di una vera nuova cultura della “non sofferenza”, sarà possibile combattere il dolore in modo efficace.


Il 1° luglio 2015 è la data di un nuovo passo avanti nel percorso di aggiornamento dello scenario normativo in materia di Procreazione Medicalmente Assistita. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato le nuove linee guida della legge di riferimento in materia (Legge 40/2004), che vanno ad aggiornare quelle del 2008 e che entrano ufficialmente in vigore con la pubblicazione in G.U. del 14 luglio.

Le principali novità introdotte ufficialmente dalle nuove linee guida riguardano in particolare l'accesso alla fecondazione eterologa - cioè a quelle tecniche che prevedono la donazione di gameti da parte di un soggetto esterno alla coppia - eliminando il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, recependo così le sentenze della Corte Costituzionale. Si raccomanda su questo punto, un'attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nei trattamenti, in riferimento ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato. È inoltre previsto l'accesso anche a coppie sierodiscordanti, in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili.

Sarà anche possibile la doppia donazione (di ovociti e di seme), nel caso di infertilità di entrambi i partner, ed è prevista la possibilità di "egg sharing" e "sperm sharing", ovvero la donazione di gameti ad altre coppie, da parte di pazienti già in corso di trattamento.

Infine nelle linee guida si precisa che è vietata la "scelta" di particolari caratteristiche fisiche del donatore, così da scongiurare il rischio di illegittime selezioni.

Il testo integrale delle Linee Guida (G.U. 14.07.2015)


Colesia® è l’ultima novità a firma IBSA Italia nel campo della prevenzione cardiovascolare, in grado di offrire un importante contributo al mantenimento dei livelli corretti di colesterolo nel sangue.

Da giugno in farmacia, Colesia® è un integratore alimentare a base di fitosteroli, riso rosso, e polifenoli dell’olivo, nato dalla forte vocazione di IBSA verso l’innovazione e la ricerca.

Da tempo impegnata nello studio di soluzioni efficaci e sicure per la salute cardio-metabolica e le problematiche legate alle dislipidemie, IBSA ha sviluppato un prodotto di nuova concezione, i cui componenti contribuiscono, grazie ad una triplice azione mirata, a ridurre l’assorbimento, la sintesi e l’ossidazione del colesterolo in eccesso, uno dei principali fattori di rischio per la salute cardiovascolare.

Grazie al sinergico effetto dei componenti, Colesia® esprime oggi lo “stato dell’arte” nel campo degli integratori alimentari di genere. In aggiunta, IBSA garantisce elevati standard di sicurezza e qualità del prodotto perché ciascuna confezione, prima di essere rilasciata sul mercato, è sottoposta ad uno scrupoloso e rigido sistema di controllo che coinvolge l’intero processo produttivo, dall’accurata selezione dei fornitori, ai rigorosi controlli eseguiti su ogni lotto di materia prima e prodotto finito.

La formulazione di Colesia® in capsule molli (softgel) - di cui IBSA è produttore leader a livello internazionale - e l'assenza di glutine e lattosio, assicurano sicurezza ed efficacia ad una sempre più ampia fascia di pazienti.

In farmacia
Confezioni da 30 capsule molli
Prezzo 15 Euro

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Nel mercato globale in espansione, il fenomeno della contraffazione e dei “falsi” rappresenta un rischio a cui sia i consumatori, sia le aziende sono esposti in forma sempre più crescente.

In questo scenario, IBSA Farmaceutici Italia, in conformità alla normativa vigente in tema di confezionamento dei farmaci, ha aggiornato l’astuccio della propria specialità bio-equivalente di Omega-3,  indicata per il trattamento dei trigliceridi alti e nel post-infarto, inserendo un pittogramma, ovvero un simbolo, non riproducibile (ologramma), a garanzia dell’origine e, quindi, della qualità e sicurezza del medicinale.

Ancora più grave il rischio, infatti, quando si tratta di farmaci e altri prodotti destinati alla cura e al benessere dei pazienti, che potrebbero essere impropriamente ottenuti attraverso siti web non legalmente riconosciuti o validati dai canali ufficiali. E’ infatti di metà giugno scorso il sequestro di oltre 93.000 unità di farmaci illegali o falsi, effettuato nell’ambito dell’operazione congiunta PANGEA VIII, portata avanti da Ministero della Salute, Aifa, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Nas, coordinata dall’Interpol, per contrastare il commercio illegale di farmaci e dispositivi medici via Internet.

I lotti di nuova produzione sono in circolazione da febbraio 2015, mentre le confezioni senza pittogramma continueranno a essere disponibili in farmacia fino ad esaurimento scorte. IBSA conferma ancora una volta il proprio impegno nei confronti del Paziente, garantendo sicurezza ed efficacia delle proprie soluzioni terapeutiche, alla luce delle crescenti sfide che il mercato presenta.