"Oggi siamo ad una svolta: l’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni Italiane si rinnova attraverso il suo sito web per rendere fruibili a coloro che ne hanno la necessità tutti i dati raccolti, i propri archivi, le serie storiche per le analisi e le considerazioni utili a chi lavora nella salute".

Così Walter Ricciardi, Direttore dell’Osservatorio, ha annunciato il 13 marzo, nel corso di una conferenza stampa al Policlinico Gemelli, le principali novità dell’Osservatorio – rese possibili dal contributo non condizionato di IBSA Italia: uno strumento nato 15 anni fa su iniziativa dell’istituto Superiore di Sanità- sezione di igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un rinnovamento importante per questa istituzione che ad oggi vanta la collaborazione di circa 230 ricercatori che raccolgono e integrano tra loro dati provenienti da diverse fonti, utili alla produzione del “Rapporto OsservaSalute” che con frequenza annuale, fotografa le tendenze della salute delle regioni italiane.

Da quest’anno il rapporto si arricchisce del prezioso aiuto della Società italiana di medicina generale (Simg) che metterà a disposizione i dati delle cartelle cliniche dei pazienti, utili per lo studio e il trattamento delle patologie croniche.

www.osservatoriosullasalute.it


Dai risultati di due indagini pubblicate in ambito cardiovascolare sembra emergere la positiva relazione tra impiego preventivo e terapeutico degli Omega-3 e contenimento della spesa sanitaria.

Una doppia conferma dell’importanza di questi acidi grassi essenziali per il benessere del cuore, che rende merito all’impegno tecnologico e scientifico messo in campo da IBSA nello sviluppo di soluzioni terapeutiche per il benessere cardiovascolare.

Il primo report, dal titolo “Il risparmio sui costi sanitari nell’Unione Europea derivante dall’impiego degli Omega-3”, è stato diffuso dall’associazione no-profit Food Supplements Europe. Prendendo come riferimento i dati attualmente disponibili a livello europeo, il lavoro evidenzia che circa un quarto degli over 55 subirà nei prossimi 5 anni un evento cardiovascolare con conseguente ospedalizzazione. In tale scenario, l’assunzione giornaliera di un grammo di Omega-3 sarebbe in grado di ridurre del 4,8% questi ricoveri, con una diminuzione dei costi di 12,9 miliardi.

“Omega-3 e prevenzione cardiovascolare: una valutazione di efficacia e sostenibilità” è il titolo di una seconda analisi, condotta dal Centro di Ricerca in Valutazione delle Tecnologie Sanitarie dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dal Research Center di Firenze e pubblicata sull’Italian Journal of Public Health. Secondo la ricerca italiana la somministrazione di tali formulazioni farmaceutiche ridurrebbe del 14% i ricoveri ospedalieri causati da scompenso cardiaco, con un risparmio stimato di oltre 75 milioni di euro sulla spesa sanitaria ogni anno.

Come sottolineato dal Direttore Centro Studi ANMCO - Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, Aldo Pietro Maggioni, questi risultati indicano chiaramente la possibilità di ridurre l’impatto di questa patologia cardiovascolare sulla spesa sanitaria, permettendo, allo stesso tempo, la sostenibilità economica di strategie terapeutiche innovative. Senza contare che questi farmaci, come sottolinea lo stesso Prof. Maggioni, presentano, in associazione ad adeguato regime dietetico, comprovata efficacia nel trattamento dell’ipertrigliceridemia e, insieme ad altre misure terapeutiche, nella prevenzione del rischio di morte improvvisa nel periodo successivo a un infarto.

 

Per saperne di pù clicca qui

http://www.postinfarto.it/omega-3/scompenso-cardiaco-gli-omega-3-fanno-bene-al-cuore-e-al-portafoglio/


IBSA, AZIENDA FARMACEUTICA ITALO-SVIZZERA, OTTIENE L’AUTORIZZAZIONE FDA ALLA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA FORMULAZIONE LIQUIDA DI ORMONE TIROIDEO IN USA

LA FORMA SINTETICA DELL’ORMONE TIROIDEO, PER IL TRATTAMENTO DELL’IPOTIROIDISMO, È TRA I PRIMI TRE FARMACI PRESCRITTI AL MONDO

NUOVO BREVETTO ORMONE TIROIDEO ARRIVA NEGLI STATES, DOPO QUASI 70 ANNI DALL’INTRODUZIONE DELLA FORMA TRADIZIONALE

Milano, 15 febbraio 2017 - IBSA annuncia la concessione da parte dell’FDA, l’agenzia regolatoria americana per i farmaci, dell’autorizzazione all’immissione in commercio (NDA, New Drug Apprication) dell’ormone tiroideo in formulazione liquida per il trattamento dell’ipotiroidismo.

La forma sintetica dell’ormone tiroideo ed è impiegata in tutti i casi di deficit di questo ormone. È sulla lista dei farmaci essenziali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra i più efficaci, sicuri e fondamentali, uno tra i primi tre farmaci più prescritti al mondo. È impiegato anche nei bambini in caso di ipotiroidismo congenito ed è essenziale in gravidanza quando la tiroide della mamma deve lavorare per due. Secondo i dati di prevalenza dell’ipotiroidismo si tratta di oltre 5 milioni di pazienti in Italia, 18 milioni negli USA e 150 milioni nel mondo. La difficoltà della terapia con ormone tiroideo è rappresentata dalla capacità del paziente di seguire la cura che, una volta avviata è da assumere a vita, e che richiede qualche sacrificio. Oggi con la formulazione liquida i pazienti hanno una migliore qualità di vita e conseguentemente una maggiore aderenza alla terapia.

Il Gruppo IBSA nasce in Svizzera e si sviluppa ed opera in Italia con due sedi, Lodi e Roma, e tre stabilimenti di produzione all’avanguardia, a Morra De Sanctis, in provincia di Avellino, a San Grato in provincia di Lodi e a Cassina de’ Pecchi, Milano, che rispondono ai massimi criteri di qualità e di alta tecnologia e sono tutti FDA approved. In Italia, da circa 10 anni, IBSA Farmaceutici ha incrementato la propria presenza nel mercato farmaceutico con farmaci di grande impiego che ha perfezionato a favore di una migliore risposta clinica e di compliance da parte del paziente. Il perfezionamento dei farmaci è la missione dell’azienda che ha nel pay-off “Farmaci nella forma migliore” la propria filosofia che punta a restituire nuova vita a farmaci vecchi, soprattutto reingegnerizzandone la formulazione e il delivery “revamping”: un’azienda che cerca un giusto profitto non rincorre scientemente grandi utili guidata da una visione etica del proprio sviluppo.

Su questo scommette IBSA (1800 dipendenti nel mondo, 500 in Italia) proprietaria di diversi brevetti tra cui la formulazione liquida dell’ormone tiroideo che ha innovato il trattamento dell’ipotiroidismo in Italia in un mercato “monopolistico” e fermo da 50 anni.

“La levotiroxina liquida è stata messa a punto da IBSA ed è presente sul mercato italiano dal 2012, spiega Arturo Licenziati, Presidente IBSA SA, e sono stati gli endocrinologi italiani a determinarne il successo iniziando per primi a prescriverla e realizzando gli studi clinici che, in pochi anni, hanno sviluppato un gran numero di pubblicazioni scientifiche. La scelta dell’Italia per il lancio della nuova formulazione liquida è stata naturale vista la cultura endocrinologica esistente in Italia e che nasce negli anni ‘70-‘80 con la scuola del prof. Aldo Pinchera, esperto di fama internazionale. L’approvazione FDA della levotiroxina liquida per il mercato USA, apre a sviluppi di grande interesse: un mercato di 18 milioni di pazienti, stimato in 2 miliardi di dollari, che accoglie velocemente le novità medico-scientifiche ma anche un sistema prescrittivo più complesso”, conclude Licenziati.

“L’ipotiroidismo, illustra Andrea Lenzi, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, è ampiamente diffuso in Italia: si stima ne sia affetto 1 cittadino su 25 e la causa più frequente è identificata nella tiroidite cronica autoimmune. La sintomatologia può essere sfumata, ma la patologia, se non identificata e trattata correttamente, si correla ad un aumentato rischio cardiovascolare, infertilità e complicanze gravidiche e fetali. La tiroxina fu isolata nel 1914 presso la Mayo Clinic da Edward Calvin Kendall, come estratto dalla ghiandola tiroidea di maiale e resa disponibile negli USA dal 1927. Solo nel 1950 si arrivò all’attuale forma sintetica che garantisce una titolazione precisa dell’ormone”.

Da sempre nella forma di una compressa è oggi ancora un utilissimo farmaco ma con alcuni limiti. Una vecchia molecola, mai innovata, disponibile ad un costo estremamente contenuto: difficile fare innovazione su un farmaco con un profilo tecnicamente “perfetto” e un costo così basso; e infatti l’innovazione ha impiegato oltre 70 anni e l’interesse dell’endocrinologia italiana che può vantare un altissimo livello nella ricerca in ambito tireologico.

“E così, per una volta, il mondo farmacologico e il paradigma del regolatorio (prima FDA, poi EMA poi AIFA) si capovolge, perché questa volta la novità terapeutica dall’Italia sbarca negli States solo successivamente ad una larga e diffusa sperimentazione sul campo in Italia. È di qualche giorno fa la notizia dell’approvazione da parte anche dell’FDA per il mercato USA di questa formulazione liquida”, conclude Lenzi.

“Per diversi anni le compresse di tiroxina, prosegue Vincenzo Toscano, Presidente AME, Associazione Medici Endocrinologi, declinata in due unici dosaggi, è stato l’unico farmaco presente sul mercato italiano e non poche difficoltà si sono avute in quel 30-40% dei casi dove non si riusciva ad ottenere un compenso adeguato per problemi correlati con l’assorbimento a causa di gastriti, celiachia, intolleranze al lattosio e assunzione di altri farmaci interferenti e per quanti non riuscivano a rispettare l’assoluta necessità di assumere il farmaco a digiuno e privarsi dell’immediata assunzione del caffè, per il quale erano costretti ad aspettare un minimo di mezz’ora. Pazienti costretti a sottrazione di sonno che spesso diventava pesante per il paziente, più frequentemente donne e quindi, specialmente in postmenopausa, più soggette a disturbi del sonno. Sviluppare un preparato che permettesse di superare tutti questi inconvenienti e permettere il raggiungimento del target di compenso (TSH) nei limiti previsti è stato l’obiettivo di IBSA. Molti studi, la maggior parte da autori italiani, hanno dimostrato che con la levotiroxina liquida è possibile evitare l’attesa del caffè. Molti farmaci di uso frequente, come gli antiacidi o gli inibitori di pompa protonica, non sembrano interferire con l’assorbimento. Non si può poi non considerare il vantaggio che il preparato di tiroxina liquida offre per il trattamento dei pazienti che non possono deglutire o che sono alimentati con sondino. E i vantaggi per i bambini con ipotiroidismo congenito e ai pazienti dopo chirurgia bariatrica, dove il farmaco si è dimostrato efficace nel raggiungimento del target. Possiamo quindi dire, ancora una volta, che la ricerca italiana in ambito tiroideo si è distinta per aver ottemperato alle esigenze dei pazienti nell’ottica di migliorare la loro qualità di vita”.


Il ruolo delle medicina narrativa nel percorso terapeutico che mette al centro il paziente e cura non solo la malattia ma anche la persona. Questo il tema a cui è stata dedicata l’apertura del congresso nazionale dell’AME, Associazione Medici Endocrinologi, grazie al contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici. “La medicina narrativa è uno strumento che rende possibile il passaggio dal curare al prendersi cura e aiuta il medico a focalizzarsi sulle informazioni utili per una corretta diagnosi” afferma Vincenzo Toscano, presidente AME. Leggi il comunicato

 

MEDICINA NARRATIVA: PRENDERSI CURA DEL PAZIENTE E NON SOLO DELLA MALATTIA

DIAGNOSI ERRATE SPESSO COLPA DELLA FRETTA E DELLA MANCANZA DI COMUNICAZIONE 

Milano, 19 dicembre 2016 – “Nelle linee guida che la comunità medico scientifica segue quale indirizzo per le proprie scelte cliniche, spiega Vincenzo Toscano, presidente AME – Associazione Medici Endocrinologi, si parla di malattia ma non dei malati. La medicina narrativa cerca di vedere la persona e la sua malattia nel loro insieme perché entrambe vanno curate: per questo abbiamo dedicato l’apertura del nostro congresso nazionale alla medicina narrativa, grazie ad un contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici. È interessante osservare che nel 70% dei casi, il medico interrompe il racconto del paziente sui sintomi e malattia dopo soli 18 secondi1-2 e non stupisce che molte delle diagnosi errate sono proprio dovute al non corretto ascolto del paziente. Certo non è un caso che oggi sia sempre più sentita l’esigenza di questa forma di comunicazione a fronte dei tempi così contingentati che gli specialisti sono tenuti a rispettare per la visita del paziente. La medicina narrativa è uno strumento che rende possibile il passaggio dal curare al prendersi cura e aiuta il medico a focalizzarsi sulle informazioni utili per una corretta diagnosi”.

“La figura del medico ha subito negli ultimi decenni del secolo scorso un profondo cambiamento, continua Marco Attard, Unità Operativa di Endocrinologia Ospedale Cervello, Palermo; tecnica e tecnicismi esasperati hanno modificato l’anima della nostra professione. Le attenzioni sono state sempre più indirizzate agli esami di laboratorio e a quelli strumentali; l’obiettivo dichiarato era quello dell’efficienza e della produttività. L’opera del medico è stata quindi rivolta alla malattia e non alla persona. Alla fine degli anni ’90, da un’analisi critica del fenomeno è scaturito il ripensamento della figura del medico e la nascita della Narrative Based Medicine (NBM). La medicina narrativa rimette il paziente al centro dell’operato del medico; è una nuova opportunità che ha le fondamenta in antiche saggezze: il medico deve restare il primo farmaco per il paziente”.

“Il rapporto medico-paziente, soprattutto nelle malattie croniche, è molto importante, introduce Cristina Cenci, antropologa del Center for Digital Health Humanities, per garantire un processo decisionale condiviso tra il medico e il paziente che abbia come obiettivo la cura della persona a 360°. La medicina narrativa integra la medicina basata sulle prove di efficacia (EBM) con le esperienze, il vissuto e le aspettative del paziente per favorire un percorso di cura personalizzato e condiviso a partire da tutte le opzioni terapeutiche disponibili. L’approccio narrativo è fondamentale per favorire l’aderenza terapeutica. Ancora oggi purtroppo prevale un approccio gerarchico al percorso di cura. L’obiettivo della medicina narrativa è favorire il passaggio dall’aderenza a una prescrizione, all’aderenza a una storia di cura condivisa. Le nuove tecnologie digitali, più che rafforzare la spersonalizzazione, possono, al contrario, favorire lo scambio narrativo tra medico e paziente, mitigando il paradigma gerarchico”.

 “La medicina narrativa ha 3 accezioni, spiega Michela Armigliato, Unità Operativa di Endocrinologia e Reumatologia ULSS 18, Rovigo, come percorso assistenziale ma anche strumento per acquisire consapevolezza e di autocura. La medicina narrativa è uno strumento democratico che deve far parte del bagaglio culturale di tutto il personale coinvolto nel processo di salute: medici, pazienti, care givers, professioni sanitarie, direttori sanitari e cittadini. Personalmente, aggiunge l’endocrinologa, spero che venga inserita nei programmi di formazione universitaria del medico in quanto aiuta a sviluppare capacità di riflessione, speciali competenze comunicative e l’empatia necessaria per avviare una relazione di cura attraverso l’ascolto attivo del paziente”.

“Un’ampliamento della medicina narrativa è la medicina espressiva, commenta Simonetta Marucci, endocrinologa, Servizio per i Disturbi del Comportamento alimentare, USL Umbria 1, Todi, nella quale la narrazione del paziente arriva a essere arte, attraverso pittura, musica, fotografia, poesia, ecc., nel tentativo di conoscere al meglio il paziente e aiutarlo a ricostruire la sua personalità. Da anni, nel centro dei disturbi del comportamento alimentare dove lavoro, gestisco un laboratorio di poesia Haiku, poesia breve (17 sillabe in tre versi) di origine giapponese che, attraverso una metafora con la natura, aiuta le pazienti a uscire dalla solitudine, facilitando l’espressione dei sentimenti e la condivisione del proprio vissuto. Da questa esperienza è stato tratto il libro “Haiku nei disturbi del comportamento alimentare”, Ed. Sì, il cui ricavato aiuta le associazioni dei pazienti Mi fido di te e Girasole”.

“Comunicare con i pazienti nel modo più convincente e al tempo stesso ripararsi dal burnout è molto importante, spiega Renato Giordano, medico e regista. Già Carlo Goldoni, che prima di dedicarsi al teatro praticava la professione medica, affermava “I due libri su cui ho più meditato per imparar di medicina sono stati IL TEATRO ed il MONDO”, mentre il regista francese Jean Luis Barrault diceva “Il TEATRO è la prima medicina che l’uomo ha inventato per proteggersi dalla malattia”.

“La medicina narrativa, conclude Alessandro Cecchi Paone, a cui era affidata la conduzione della sessione, intesa come raccolta di casi clinici di medici più o meno famosi, costituisce una parte non secondaria della storia della letteratura di tutti i tempi, sia che privilegi la componente scientifica di condivisione di esperienze professionali significative, sia che sia assurta a dignità letteraria autonoma, vera e propria. Scarsissimo invece il repertorio dei racconti delle malattie da parte dei pazienti. Una carenza grave, perché il punto di vista e il vissuto di chi chiede assistenza e cura sono essenziali per garantire meglio l'alleanza fra medico e malato, e rendere più efficace l'adesione al percorso terapeutico. E non solo per motivi psicologici, emotivi e motivazionali. Per questo trovo più che positivo il processo di attenzione focalizzato su una forma di comunicazione, magari mediata dagli strumenti digitali, che integra il poco tempo disponibile per la relazione interpersonale ambulatoriale”.

Bibliografia

1_ Beckman HB, Frankel RM., The effect of physicianbehavior on the collection of data. AnnInternMed. 1984 Nov;101(5):692-6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6486600

2_ Rhoades DR1, McFarland KF, Finch WH, Johnson AO., Speaking and interruptionsduringprimary care office visits. FamMed. 2001 Jul-Aug;33(7):528-32. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11456245 

www.theatricalbasedmedicine.com


Il percorso di rinnovamento culturale di IBSA Farmaceutici Italia coinvolge direttamente le sue persone e prevede un ripensamento del sistema valoriale aziendale e dell’approccio di Corporate Social Responsibility. I percorsi di crescita interiore, realizzati nel quadro delle attività di Business Education, e il progetto di CSR rivolto alle madri migranti per la prevenzione della iodocarenza sono stati raccontati in un incontro alla Camera, il 30 novembre.

Prosegue il progetto di rinnovamento culturale di IBSA Farmaceutici Italia, grazie a un percorso condiviso e inclusivo che ha visto le stesse persone IBSA protagoniste di questo cambiamento. E’ nato così il manifesto alla vita della campagna “I vostri desideri di salute sono i nostri obiettivi”, e grazie ai percorsi di crescita interiori a cui hanno partecipato management e altre figure operative, ha preso forma un vero e proprio Passaporto IBSA con l’obiettivo di ritrarre la nuova IBSA e di farla crescere, rafforzando la propria mission: la ricerca dell’eccellenza nella produzione alla cura della persona nella sua totalità.

Nel percorso di rinnovamento culturale si inserisce il Progetto IBSA dedicato alle madri migranti, sviluppato in Italia, Albania e Camerun e che prevede un programma di prevenzione per la iodocarenza delle donne migranti in gravidanza, realizzato in partnership con l’Università di Pavia, l’Assistenza Sanitaria San Fedele di Milano, il Centro Astalli di Palermo, i Gesuiti di Tirana, la Caritas Internationalis e l’Arcidiocesi di Bamenda.

IBSA ha voluto in questo modo rispondere all’invito delle istituzioni AIFA e Ministero della Salute, che con il progetto “Accesso ai farmaci un diritto umano” intendono promuovere e proteggere, attraverso l’uso appropriato dei farmaci, la salute di malati vulnerabili, quali sono i migranti, gli emarginati e le fasce deboli della popolazione.


Premiate le migliori immagini della II edizione SIOT IERI OGGI DOMANI, l’iniziativa culturale realizzata con il contributo non condizionato di IBSA Italia, che vuole raccontare tramite le immagini la storia dell’ortopedia italiana e il ruolo dello Specialista. I vincitori sono stati premiati nel corso del 101 Congresso SIOT, Torino, 28-31 ottobre 2016.

Guarda la gallery delle immagini in concorso

www.siotierioggidomani.it


Un incontro scientifico al Senato ha affrontato il tema della prevenzione cardiovascolare, coinvolgendo specialisti e rappresentanti delle istituzioni per capire quale sia la strategia più efficace da attuare.

Nonostante le malattie ischemiche del cuore rappresentino una delle principali cause di morte, con oltre 71 mila morti ogni anno in Italia , solo il 4,2 % della Spesa Sanitaria del nostro Paese è destinato alle attività di prevenzione.

Di questi dati allarmanti, delle strade da seguire per migliorare la situazione e delle più efficaci strategie attualmente disponibili a difesa della salute cardiovascolare, si è parlato in un incontro scientifico organizzato a Roma, il 13 ottobre 2016, presso il Senato della Repubblica, dal titolo “Prevenzione Cardiovascolare, qual è la strategia più efficace?”. L’evento ha visto la partecipazione di specialisti e rappresentanti delle istituzioni, tra cui la Commissione Igiene e Sanità, la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, la Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato della Repubblica e con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici.

Gli Esperti intervenuti, hanno evidenziato come le terapie con molecole naturali “amiche del cuore” siano in grado di ridurre sensibilmente il rischio di patologie cardiovascolari, per la loro efficacia, ma anche per una migliore accettazione da parte del paziente.

In particolare, è dimostrato come una dieta ricca di Omega-3 e, in caso di pazienti a rischio CV, l’assunzione di farmaci a base di questi acidi grassi essenziali comporti la riduzione della mortalità cardiovascolare, sia per l’abbassamento dei livelli elevati di trigliceridi nel sangue, sia per una azione anti-aritmica. Gli Specialisti però avvertono che gli integratori a base di Omega-3 non offrono le stesse garanzie dei farmaci, contenendo quantità inferiori di componenti attivi.

Per quanto riguarda i valori elevati di colesterolo, altro importante fattore di rischio cardiovascolare, l’impiego di alcuni integratori alimentari è ritenuto invece un supporto valido quando i livelli sono di poco superiori alla norma, confermano i ricercatori. In particolare, i prodotti di nuova concezione, che contengono sostanze come fitosteroli, riso rosso fermentato e idrossitirosolo, contribuiscono a una riduzione dei livelli di colesterolo LDL dal 15% al 30% grazie all’effetto benefico della <s> </s> monacolina K, oltre a prevenire l’ossidazione del colesterolo LDL, responsabile della formazione della placca aterosclerotica.

Infine, un elemento trasversale alla prevenzione cardiovascolare, considerato decisivo per il risultato terapeutico, è senza dubbio l’aderenza al trattamento, spesso influenzata negativamente dalle percezioni del paziente nei confronti della patologia e dell’impatto “psicologico” della terapia.

Oggi, la via da seguire è quella di una medicina personalizzata che integri linee guida, esperienza clinica, e soprattutto sia in grado di ascoltare i pazienti e “assecondare” le loro esigenze e preferenze.

Sono intervenuti

Leonardo Calò, Direttore Cardiologia Policlinico Casilino di Roma

Cristina Cenci, Antropologa del Center for Digital Health Humanities

Pierluigi Navarra, Professore Ordinario Farmacologia Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Alessandro Solipaca, Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Roberto Volpe, Ricercatore del CNR di Roma, Presidente della SISA Lazio (Società Italiana per lo Studio della Arteriosclerosi).


IBSA, da sempre impegnata per la tutela del benessere e della salute femminile, offre il suo contributo incondizionato all’iniziativa promossa da Onda, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna per il dolore pelvico cronico.

Si tratta di una “(H)Open Weekdal 24 al 28 ottobre 2016 di visite ed esami gratuiti, incontri, consulenze e materiale informativo presso gli ospedali aderenti - Bergamo, Avellino, Siena, Olbia - dedicata all’informazione e alla prevenzione del dolore pelvico cronico.

Questa patologia colpisce circa 1 donna su 4 tra i 18 e i 50 anni e, nonostante rappresenti una delle prime cause di visita ginecologica non viene facilmente diagnosticata con tempestività. <s> </s> All’origine del sintomo doloroso intervengono, infatti, cause di differente natura e diventa perciò necessario un consulto multidisciplinare.

È una condizione fortemente invalidante, caratterizzata dalla presenza di sintomatologia dolorosa diffusa a tutto il pavimento pelvico e al basso tratto urinario e genitale, che persiste per almeno 6 mesi.

Per la presentazione della settimana, appuntamento il 20 ottobre a Milano, a Palazzo Pirelli, dove Francesca Merzagora, Presidente di Onda, introduce il progetto, portando le testimonianze degli ospedali che hanno aderito all’iniziativa, oltre ad illustrare i risultati di un’indagine sul livello di conoscenza e consapevolezza delle donne sul dolore pelvico.

Convinte che la salute sia innanzitutto una questione di attenzione, IBSA e Onda ritengono fondamentale il ruolo di una corretta informazione nell’affrontare una patologia così complessa: la consapevolezza è, infatti, il primo passo per sviluppare una cultura della prevenzione.

Per conoscere i servizi messi a disposizione dalle strutture consultare il sito www.ondaosservatorio.it o chiamare il numero 02.29015286.


IBSA PMA La Scelta Naturale - il nuovo progetto di IBSA dedicato agli ormoni naturali di derivazione umana con una linea rivolta alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) – ha scelto di sostenere ParoleFertili, progetto di "storytelling" dedicato alla fertilità e a tutti coloro che stanno vivendo l’esperienza di "diventare genitori".

Parole Fertili (www.parolefertili.it) rappresenta il primo progetto digitale di narrazione condivisa, ideato dal Center for Digital Health Humanities con l’obiettivo di offrire a donne e uomini uno spazio online per raccontarsi, per condividere il viaggio alla ricerca di un figlio, con tutte le ansie e le paure ad esso legate.

L'iniziativa è stata presentata il 4 ottobre a Milano, nel corso di un incontro che ha visto esperti di fertilità e PMA, ginecologi, andrologi, ricercatori e antropologi confrontarsi sul tema dell’infertilità di coppia in Italia oggi. Tra i temi trattati, i numeri dell’infertilità in Italia oggi, la difficoltà di trovare un "codice" espressivo che non colpevolizzi la donna, che permetta anche all'uomo di esprimere il proprio disagio e che faccia emergere la dimensione della "coppia".

Un modo nuovo di parlare di fertilità e PMA emerge infatti come esigenza proprio dai racconti condivisi su ParoleFertili, in cui prende voce il bisogno di rendere l’esperienza della PMA un percorso più personalizzato e meno artificiale, partendo dall’ascolto delle esigenze e del vissuto della singola coppia.

Infine, Parole Fertili ha anche una spiccata finalità sociale, infatti, grazie alla donazione di fondi da parte di IBSA, tutte le storie pubblicate contribuiranno "virtualmente" alla salute delle madri migranti e dei loro bambini in un centro di accoglienza.


Anche IBSA Farmaceutici Italia, in occasione del #DonoDay2016, aderisce al 1° Giro dell’Italia che dona: un’iniziativa promossa dall’Istituto Italiano della Donazione, in programma dal 23 settembre al 7 ottobre 2016, che riunisce appuntamenti dedicati al valore del dono sul territorio, coinvolgendo associazioni, imprese, enti pubblici e privati.

Il DonoDay, celebrato ogni 4 ottobre, è una giornata istituita nel 2015 con l’obiettivo di costruire una cultura condivisa del dono, come strumento prezioso per uscire dalla crisi economica, di senso e di valori.

Nell’ambito del 1° Giro dell'Italia che dona, IBSA organizza per il 4 ottobre un momento di condivisione interna per aggiornare i propri dipendenti sul “Progetto IBSA per le #madrimigranti”, importante progetto di responsabilità sociale dell’azienda.

Presentato lo scorso 26 maggio a Radio Vaticana, e attualmente attivo in Italia, Albania e Camerun, il “Progetto IBSA per le madri migranti” è una campagna informativa volta a sensibilizzare le donne migranti sull’importanza dello iodoprofilassi, specialmente in gravidanza. L’iniziativa, che ha il patrocinio della Pastorale della Salute della CEI, vede il coinvolgimento di diversi partner a livello nazionale e internazionale, quali l’Università di Pavia, l’Assistenza Sanitaria San Fedele di Milano, i Gesuiti di Tirana, Caritas Internationalis e l’Arcidiocesi di Bamenda.

Per approfondire
Progetto #madrimigranti
Istituto Italiano della Donazione
DonoDay2016


Con lo screening neonatale è possibile individuare, prima della comparsa dei sintomi, alcune rare malattie metaboliche ereditarie; in questi casi una diagnosi precoce permette di iniziare rapidamente terapie specifiche che consentono lo sviluppo adeguato del bambino.
Un esame dunque fondamentale dal punto di vista della prevenzione, che a partire dal 15 settembre 2016 è diventato obbligatorio e gratuito per tutte le famiglie italiane. Grazie a un investimento di 25 milioni di euro, lo screening neonatale è entrato infatti a far parte dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza), e come già successo da tempo con lo screening per l’ipotiroidismo congenito e la fibrosi cistica, non è più necessario il consenso informato dei genitori per effettuare l’esame.
Come specificato dalla nuova normativa, l’esame sarà da effettuare obbligatoriamente su tutti i neonati, indipendentemente dalla nazionalità, e verrà svolto in tutti i centri di nascita, pubblici, privati e a domicilio.
Le Regioni sono tenute a offrire questa opportunità e, allo stesso tempo, i genitori sono obbligati a eseguire l’esame sui loro bambini.
La massima trasparenza nell'applicazione sul territorio nazionale della diagnosi precoce neonatale, sarà garantita dalla creazione di un nuovo centro di coordinamento, istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità.


Più di 30.000 donne e 400.000 neonati muoiono ogni anno per infezioni in seguito al parto. La maggior parte di queste morti si verifica nei Paesi in via di sviluppo, a causa della scarsa disponibilità di cure, ma anche della sempre maggiore resistenza dei batteri agli antibiotici, determinata da un abuso di questi farmaci nei Paesi ad alto reddito.

L’allarme arriva da un editoriale pubblicato sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cui autori - Anthony Costello, Direttore del dipartimento salute materna, infantile e adolescenziale dell’OMS e Stefan S. Peterson, Responsabile Salute Unicef – avvertono che circa il 40% delle infezioni nei neonati resiste ai trattamenti, e per evitare un peggioramento della situazione è necessaria una strategia globale che riequilibri le profonde differenze di opportunità di accesso ai farmaci presenti a livello planetario.

In altre parole, gli antibiotici sono una terapia da prescrivere solo in casi di reale necessità, pena una loro progressiva perdita di efficacia, ma da un altro lato, chi ne ha bisogno come terapia salvavita deve poterne disporre.

Il problema dell’antibiotico-resistenza è stato uno dei temi caldi di discussione anche al recente vertice del G20 in Cina, partendo dalla raccomandazione dell’OMS di incoraggiare prima di tutto i metodi per ridurre le infezioni, ottimizzando allo stesso tempo l’uso degli antibiotici disponibili e favorendo lo sviluppo di nuovi.


Contribuire a un’informazione digitale di qualità: questo l’obiettivo di IBSA Farmaceutici Italia nel proporre in diretta su Twitter il 40° Congresso Nazionale SIUD in programma a Perugia dal 23 al 25 giugno 2016. Un appuntamento che sta diventando una tradizione di qualità e di impegno, dopo la diretta dello scorso anno. Relazioni, interventi, commenti ma anche immagini live da Perugia, sul canale Twitter firmato IBSA Italia.

Nel ricco programma dell’evento, da segnalare due appuntamenti su temi di particolare attualità: un workshop sul ruolo del microbiota nella genesi delle patologie vescicali e una physical Therapy class, una sessione pratica di riabilitazione perineo.

Per partecipare alla diretta: @IBSAItalia


Ialuril Soft Gels è l’integratore firmato IBSA studiato per la cistite ricorrente e il dolore pelvico cronico: grazie alle sue componenti - curcumina, quercetina, acido ialuronico e condroitin solfato - aiuta a ridurre lo stato infiammatorio e i relativi sintomi dolorosi e funzionali (bruciore, frequenza della minzione, peso nell’area pelvica, etc) e favorisce il ripristino delle condizioni fisiologiche della vescica.
DA oggi Ialuril Soft Gels è disponibile anche nella nuova confezione da 30 capsule, studiata per offrire una sensibile convenienza per i pazienti che necessitano di un trattamento prolungato, in quanto è stata raddoppiata la quantità di prodotto per confezione ad un costo contenuto.

IALURIL SOFT GELS 30 capsule molli
Prezzo 19,00 €
In farmacia